Roma: Nasce SIRU, la Società Italiana della Riproduzione Umana

Nasce SIRU, la Società Italiana della Riproduzione Umana che riunisce per la prima volta tutti gli operatori del settore.
 
Approccio multidisciplinare per la prevenzione e la ricerca sugli aspetti che più incidono sulla fertilità e la denatalità : ambiente, alimentazione, stili di vita.
 
Nasce SIRU, la Società Italiana della Riproduzione Umana che riunisce per la prima volta tutti gli operatori del settore. Ginecologi, biologi, andrologi, biotecnologi, medici dei consultori, ostetriche, infermieri, psicologi, genetisti, nutrizionisti, giuristi e bioeticisti: insieme in una società scientifica per una medicina e biologia della riproduzione umanizzata nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e votata allo sviluppo della ricerca e della prevenzione primaria a partire dagli aspetti che più incidono sulla fertilità e la denatalità: ambiente, alimentazione, stili di vita. In questa direzione la Società si configura appunto, innovativamente, come una realtà multidisciplinare, diretta a superare divisioni e frammentazioni che finora hanno impedito di dare una visione completa e articolata di una area della medicina così rilevante per i cittadini.
Per garantire la rappresentatività delle diverse componenti e considerando le specificità dei temi da affrontare sono stati nominati tre presidenti: il ginecologo Antonio Guglielmino, l’andrologo Luigi Montano, la biologa Paola Viganò.Una Società scientifica che in poco meno di due mesi  ha raccolto per la prima volta oltre 500 operatori del settore della riproduzione umana in 20 Regioni, con 12 comitati regionali già costituiti. «È la prima società scientifica – ribadisce il ginecologo Nino Gugliemino - che riunisce tutte le figure del settore: la SIRU ha quindi tutti i titoli per dettare le linee guida in materia di riproduzione umana ed ha l’obiettivo di tracciare altresì le linee guida territoriali allo scopo di definire i percorsi diagnostici e terapeutici per le coppie con problemi riproduttivi».
Come spiega l’andrologo Luigi Montano: «La SIRU avrà un ruolo determinante per approfondire le numerose questioni che, nelle varie realtà italiane, hanno creato e creano un forte rischio ambientale. In particolare, ai fini della ricerca, della cura e della prevenzione, si valuterà l’impatto che l’inquinamento, gli stili di vita e l’alimentazione hanno sulla capacità riproduttiva, perché si consideri la Fertilità un presidio di prevenzione, non solo per le patologie riproduttive, ma anche per quelle cronico-degenerative dell’adulto e a difesa delle generazioni future, proiettando la stessa in una dimensione di più ampia portata per la salvaguardia della Salute Pubblica, passaggio quest’ultimo, sul quale l’attenzione è ancora superficiale».
«Tra le priorità della SIRU – evidenzia la biologa Paola Viganò - il rispetto degli standard di sicurezza e qualità delle varie procedure di riproduzione assistita, favorendo la ricerca per migliorarne l’efficacia». La SIRU intende così aprire nuovi spazi e prospettive con coraggio e determinazione. Tutti insieme.